Frittole e Curcuci Tipici Calabresi

Frittole e Curcuci Tipici Calabresi

Il periodo natalizio è il periodo giusto per parlare di frittole e curcuci calabresi!

E già perchè, complice il freddo, è proprio in questo periodo che vengono prodotte frittole e curcuci nelle case dei calabresi doc!

Il maiale è stato per secoli la dispensa dei calabresi, famoso è il detto “Cu si marita si cuntenta un jornu, cu mazza u porcu si ccuntenta n’annu.” (trad. “Chi si sposa è felice un giorno, chi uccide il maiale è felice per un anno.”)

Il giorno dell’uccisione del maiale era ed è tuttora nei nostri paesi agricoli un giorno magico per tutti quei riti che si succedono dal momento della mattazione fino al completamento della lunga e faticosa preparazione delle varie provviste (capocolli, salsiccia, soppressate, gelatine odorose di spezie, nduja, frittole, strutto, pancetta, sanguinaccio ecc.).

Tale giorno viene infatti solennizzato con un banchetto domenicale, abbondante come vuole la tradizione. Tutta la famiglia si ritrova riunita insieme a parenti e amici attorno ad una tavola imbandita di ogni ben di Dio.

Dopo la macellazione, la preparazione dei salumi, della carne da conservare, tutto il resto (lardo, cotenne, stinchi, collo, guancia e anche cartilagini.) viene messo nella caddara, un pentolone di rame stagnato. Questo per fare le frittole calabresi.

I frammenti di carne di piccole dimensioni che si depositano sul fondo della pentola di bollitura vengono comunemente detti curcuci.

Le frittole a Reggio Calabria vengono consumate tradizionalmente in occasione della Festa della Madonna della Consolazione, patrona della città e più in generale durante alcuni periodi di festività (Natale, e soprattutto nel periodo di Carnevale, particolarmente nel giorno di Giovedì Grasso).