Cippi Commemorativi di Reggio Calabria

Passeggiando per le vie e le piazze di Reggio Calabria, potrete imbattervi in una serie di monumenti dall’alto valore artistico e che meritano sicuramente qualche minuto di osservazione.

Di fronte la chiesa di San Giovanni al Corso si trova la statua di San Michele Arcangelo, scolpita in marmo. Scolpita nel XVII secolo, la scultura dell’Angelo Tutelare è una preziosa testimonianza dell’arte reggina seicentesca ed ha una vasta gamma di significati con sé. Gli ultimi lavori di restauro, svoltisi nel 1998, hanno provveduto alla pulitura dell’opera con un apposito laser riportando la statua al suo splendore. Guardando attentamente l’opera si nota che essa è priva del braccio destro, recuperato nel 1999 ma che non è stato ancora installato sulla statua.

L’Athena Promacos è un monumento situato sul lungomare cittadino e fu costruito per celebrare lo sbarco a Reggio dell’allora sovrano italiano Vittorio Emanuele III nel 1900. Il progetto dell’opera, situata in un bellissimo scenario paesaggistico, è dell’architetto Autore mentre la scalinata e la statua bronzea sono state plasmate dalle mani dello scultore locale Bonfiglio.

Altra grande statua, realizzata in marmo bianco di Carrara, è quella che raffigura l’eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi. Realizzata nel 1950 da Monteleone, andò a rimpiazzare un’opera simile realizzata sul finire del XIX secolo da Larussa: il capolavoro di quest’ultimo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e quindi sostituito per essere poi ospitato presso la località natia del proprio autore, a Villa San Giovanni.

Nel 1930 fu eretto e inaugurato, alla presenza di re Vittorio Emanuele III, un monumento, realizzato dallo Jerace, che commemorava i caduti della Grande Guerra. Esso è composto da una colonna alla cui sommità si trova una struttura in bronzo raffigurante la vittoria alata che sostiene il gladio latina e la palma dei martiri. Alla base della colonna vi si trovano due statue bronzee: una rappresenta un guerriero Bruzio con in mano un grosso scudo, mentre l’altra ritrae un fante con fucile e bomba a mano appoggiato ad un cannone.