I Bronzi di Riace

Da sempre avvolti in un’aura di mistero per le famigerate circostanze del loro ritrovamento, i Bronzi di Riace rappresentano un must per i turisti che scelgono Reggio Calabria per un week end di relax o per una più lunga vacanza lungo le coste di questa magnifica regione.

Ritrovati a poche centinaia di metri dalle coste ioniche della cittadina di Riace per opera di un sub dilettante, le due statue (denominate più semplicemente “statua A” e “statua B”) sono due delle principali opere del ciclo ellenico classico e sono collocate presso il Museo Nazionale della Magna Grecia della cittadina calabrese anche se al momento possono essere ammirate presso Palazzo Campanella, dove ha sede il Consiglio Regionale della Calabria. Nella stessa area presso la quale furono rinvenute le due statue dei Bronzi di Riace, si sono poi trovati resti di un’antica nave greca sulla quale, molto verosimilmente, erano trasportate le due opere prima che si inabissassero nello Ionio.

Le numerose fasi di restauro (l’ultima si è avuta nel 2010) a cui sono state sottoposte le due sculture hanno scatenato anche diverse interpretazioni circa la loro provenienza e la loro collocazione storica portando alla luce svariate ipotesi: se Moreno ritiene siano guerrieri argivi che attaccarono, morendo, la città di Tebe, d’altra parte uno studioso come Stucchi ritiene che essi possano rappresentare atleti olimpionici. Inoltre, gli archeologi Dontas e Di Vita si sono cimentati nel cercare di capire quale sia il periodo in cui le due opere sono collocabili: i pareri, pur non essendo concomitanti, tendono a situare le due statue intorno alla metà del V secolo a.C.

BRONZI DI RIACE: STATUA A E STATUA B

La “statua A” ha la peculiarità di essere stata eretta con diversi materiali oltre al bronzo usato per gran parte della scultura. L’autore ha infatti utilizzato avorio per i bulbi oculari, rame per le labbra e una lega di stagno per i dettagli anatomici dei capezzoli. Originariamente la statua era presumibilmente priva di elmo il quale sarebbe stato appoggiato sul capo (finemente lavorato come dimostra la realizzazione della chioma) solo in un secondo momento e riprendendo lo stile corinzio.

La “statua B” ha anch’essa delle parti costruite con materiali diversi dal bronzo e, in particolare, si nota che l’occhio destro (l’unico rimasto) ha la cornea realizzata in pietra bianca con un’iride colorata di bianco e rosa.